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anno 3° n. 38 del 17 GIUGNO 2012
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Anno B)
(all'interno: Liturgia del giorno ed ascolto del Vangelo)

Liturgia di oggi

Introduzione

Il Regno di Dio è opera divina, non umana. L'inadeguatezza e l'irrilevanza degli strumenti che il Signore usa per realizzalo, e nei quali si rivela presente, lo dimostrano. Lo stile di Dio mostra che la sua iniziativa è completamente gratuita. Al cristiano resta di manifestare lo stupore per le meraviglie operate dal Signore, la riconoscenza per i doni gratuiti e la gioia di poterli vivere.

 .

Prima lettura -·Es 24,3-8:
Io innalzo l'albero basso.
Ezechiele parla di un grande cedro: è figura del popolo di Dio, nato per iniziativa divina e cresciuto nell'alleanza con lui. L'opera di salvezza di Dio continua nonostante l'infedeltà del popolo e l'esilio a Babilonia. Alla fine dell'esilio, rimarrà un piccolo resto, fedele a Dio e alla sua alleanza. Questo resto fedele, sarà come un ramoscello, un germoglio ricco di vita, nato dal vecchio cedro isterilito.

Dal Salmo - 91: E' bello rendere grazie al Signore.

Il salmista canta un inno di lode e di ringraziamento per esaltare la bontà di Dio e la sua fedeltà.

Seconda lettura - 2 Cor 5,6-10:
Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.

Nel cammino verso il Signore, Paolo esorta i credenti a preoccuparsi di essere graditi al Signore.


Canto al Vangelo -
 (Mc 4,30):    

Alleluia, alleluia. Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna. Alleluia.

Vangelo - Mc 4,26-34: È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell'orto.

Il brano riunisce due parabole che hanno per tema un seme, che simboleggia il Regno di Dio: ne risalta l'ottimismo di Gesù, nonostant gli apparenti insuccessi.
 
<< XI Domenica del Tempo Ordinario  >>


LITURGIA DEL GIORNO - ASCOLTO DEL VANGELO
(www.lachiesa.it)
  


Approfondimenti
       
Il ministero liturgico del lettore
     
1. L'ambone, mensa della parola

Secondo il desiderio del concilio Vaticano II (SC 51), nelle celebrazioni liturgiche bisogna preparare «la mensa della parola di Dio» con maggiore abbondanza e dischiudere così più profondamente la ricchezza della Scrittura (introd. al Messale, n. 34); «infatti nelle letture... Dio parla al suo popolo... e offre un nutrimento spirituale» (ivi, n. 33). I cristiani debbono lasciarsi formare «dalla parola di Dio», così come «si nutrono alla mensa del corpo del Signore» (SC 48).
L'architettura della chiesa deve perciò riservare il giusto spazio e la giusta collocazione alla sede del sacerdote, all'altare e all'ambone. Questo, quale luogo della proclamazione della parola di Dio, esige «nella chiesa un luogo adatto..., verso il quale, durante la liturgia della parola, spontaneamente si rivolga l'attenzione dei fedeli». Tenuta presente la struttura di ogni chiesa, esso «deve essere disposto in modo tale che i ministri possano essere comodamente visti e uditi dai fedeli» (introd. al Messale, n.272).
L'ambone serve esclusivamente alla predicazione e alla proclamazione: al lettore per le letture, al diacono e al sacerdote per il vangelo e l'omelia.

2. Un ministero liturgico
II lettore, uomo o donna, fa parte nell'assemblea liturgica degli «uffici particolari» (introd. al Messale, n. 65ss), che sono «un vero ministero liturgico» (SC 29). Egli «è istituito per proclamare le letture della sacra Scrittura, eccetto il vangelo; può anche proporre le intenzioni della preghiera universale e, in mancanza del salmista, recitare il salmo interlezionale» (introd. al Messale, n. 66).
Che il lettore non agisca su delega, ma in qualità di «laico» eserciti un «proprio compito», è confermato dall'esplicito rilievo ch'egli deve svolgerlo anche se sono presenti un sacerdote e un diacono (ivi, n. 66, cfr. anche n. 34). Ciò vale, per esempio, anche quando l'eucaristia viene concelebrata da più sacerdoti.
L'abilitazione a svolgere il proprio compito egli la riceve fondamentalmente dai sacramenti dell'iniziazione cristiana e dell'incorporazione nella Chiesa.
Ogni cristiano battezzato e confermato contribuisce a ogni celebrazione liturgica, perché partecipa al sacerdozio universale di tutti i fedeli.
L'«ufficio particolare» allude alla partecipazione piena, cosciente e attiva di tutta l'assemblea cultuale e la promuove. L'ufficio del lettore mette anche in luce il dovere di tutti i mèmbri del popolo di Dio di dedicarsi alla evangelizzazione, alla predicazione e alla testimonianza del messaggio della salvezza.

3. Il servizio della parola, servizio per la fede del popolo di Dio
L'ufficio del lettore non consiste solo nel leggere ad alta voce, ma significa e richiede: che uno si impegni con tutte le forze a capire un testo; metta a disposizione la propria voce come uno strumento; si metta al servizio della parola di Dio.
Esso è un servizio particolare reso alla fede del popolo di Dio, dal momento che questa è radicata nella parola di Dio.

Perciò i lettori di una parrocchia dovrebbero costituire un gruppo, che si raduna regolarmente. Tali riunioni non servono solo a stabilire i turni, ma soprattutto ad approfondire la formazione liturgica, al fine di contribuire responsabilmente e comunitariamente con gli altri ministranti alla buona riuscita delle celebrazioni liturgiche parrocchiali. Importante è lo studio e la discussione di questioni fondamentali della scienza biblica, e della fede, nonché lo studio delle letture scritturistiche da proclamare. Oltre a continuare lo studio della liturgia e della Bibbia e ad approfondire la formazione spirituale, bisogna prestar continuamente attenzione anche all'educazione della voce. Alcune parti della formazione dei lettori possono essere più facilmente svolte di tempo in tempo a livello di forania o di diocesi.

L'ufficio del lettore è di norma un ufficio che sta in rapporto alla comunità. I responsabili della parrocchia eventualmente d'accordo o su sollecitazione del gruppo dei lettori - invitano altri cristiani, che partecipano alla vita parrocchiale, ad assumersi questo servizio. I nuovi lettori vengono debitamente presentati la prima volta all'assemblea. In tali occasioni è opportuno spiegare il significato e il senso dei diversi ministeri liturgici.

Noi pensiamo qui ai lettori che lavorano abitualmente in questo modo nelle nostre parrocchie, non a quelli che vengono istituiti in qualità di candidati all'ordinazione sacerdotale. Per tutti vale comunque la direttiva dell'istituzione: «Mentre annunziate agli altri la parola di Dio, sappiate accoglierla in voi stessi con piena docilità allo Spirito Santo; meditatela ogni giorno per acquistarne una conoscenza sempre più viva e penetrante, ma soprattutto rendete testimonianza con la vostra vita al nostro salvatore Gesù Cristo».
E nella preghiera di benedizione leggiamo: «Fa' che nella meditazione assidua della tua parola ne siano intimamente illuminati per diventarne fedeli annunziatori ai loro fratelli».
 (continua)

                    

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