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anno 3° n. 40 del 1° LUGLIO 2012
XIII DOMENICA DEL T.O. (Anno B)
(all'interno: Liturgia del giorno ed ascolto del Vangelo)

Liturgia di oggi

Introduzione

Gesù nei miracoli manifesta la cura che Dio ha per ogni uomo.
L'invito rivolto alla bambina del Vangelo di oggi è rivolto a ciascuno di noi: Alzati!, cioè risorgi dalla paura del peccato e della morte, accogli il sorriso e l'abbraccio di Dio, che ti viene offerto nell'Eucaristia.

 .

Prima lettura -·Sap 1,13-15; 2,23-24:
La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo.
Il libro della Sapienza esprime la fede di Israele nel Dio della vita, che non gode del dolore e della morte dell'uomo, ma gioisce dell'esistenza.

Dal Salmo - 29:  Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

Al Signore, che muta il nostro lamento in danza, innalziamo il nostro Salmo di lode.

Seconda lettura - 2Cor 8,7.9.13-15:
La vostra abbondanza supplisca all'indigenza dei fratelli poveri.

Per san Paolo due sono i motivi che devono spingere i cristiani alla generosità: la solidarietà che ci deve essere tra persone che si riconoscono fratelli e l'esempio di Cristo, che ha donato tutto se stesso per gli uomini.


Canto al Vangelo -
 (Cf 2Tm 1,10):    

Alleluia, alleluia. “Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte 
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.”  Alleluia.

Vangelo - Mc 5,21-43: Fanciulla, io ti dico: Alzati!

I due miracoli parlano di Gesù, forza di vita, in lotta contro i pensieri di morte che troppo spesso governano l'esistenza degli uomini. Ci dice, come alla ragazza: “Alzati!” “Risvegliati!”, non morire nel male.
 
<< XIII Domenica del Tempo Ordinario  >>


LITURGIA DEL GIORNO - ASCOLTO DEL VANGELO
(www.lachiesa.it)
  


Approfondimenti
 
TOMMASO:
TESTIMONE DI GRAZIA E DI VERITA’
       
La via della fede, dal giorno della risurrezione di Gesù fino al
termine della storia, non è la visione, bensì la testimonianza.
Si crede per la Parola proferita dai testimoni.
Quale dovrà sempre essere l'oggetto della testimonianza? Non
certo il riferimento puro e semplice della Parola del Vangelo.
Dire il Vangelo, annunziarlo, insegnarlo, proclamarlo, predicarlo, commentarlo non è testimonianza. Tutte queste attività non ci rendono veri, credibili, giusti testimoni della Parola.

C'è pertanto una differenza tra la testimonianza resa dagli Apostoli a Tommaso e quella che ogni giorno il cristiano deve offrire ad ogni uomo. Gli Apostoli dicono a Tommaso ciò che loro avevano visto, gli parlano cioè del Signore che era risorto ed era apparso loro, augurando la pace, soffiando e spirando sopra di loro lo Spirito Santo, costituendoli suoi missionari, mandandoli nel mondo a perdonare i peccati.
Ogni altro che viene dopo gli Apostoli, che non ha visto il Signore, può essere testimone in un solo modo: dicendo di essere stato visto dal Signore, da Lui redento, giustificato, fatto nuova creatura, santificato, conformato al suo mistero di morte e di risurrezione.

La testimonianza per tutti noi nasce dalla santificazione della nostra vita, dal passaggio dalle tenebre alla luce, dalla falsità alla verità, dal peccato alla grazia, dall'egoismo alla vera carità, dalla solitudine alla comunione, dalla morte alla vita. Tommaso vede il Signore, crede senza toccarlo. La sola vista gli basta e si apre subito alla fede. Quanto il Signore ha fatto con lui visibilmente, lo farà con ogni altro uomo invisibilmente. Con ogni altro uomo opererà nel cuore, nella mente, nello spirito, nell'anima, nello stesso corpo, perché libererà l'uomo da ogni schiavitù di peccato, egoismo, superbia. Lo introdurrà nella sua stessa santità, perché lo inonderà di Spirito Santo e di vita eterna.

Questa trasformazione in Cristo non è possibile a nessuna forza umana. La santità del nostro corpo è solo opera della grazia divina, è un dono dello Spirito Santo, è il frutto della venuta del Signore a visitarci.
Per questo oggi e sempre la testimonianza a Cristo Gesù la si può rendere solo dalla santità del nostro corpo, adornato di ogni virtù, splendente per libertà da ogni vizio, radioso per l'assenza in esso del peccato.

Il testimone è obbligato a parlare di Cristo sempre dalla verità e dalla grazia di Cristo, dire chi è Gesù dal suo cuore e dal suo corpo, divenendo, il testimone, cuore e corpo santo di Gesù Signore. Se questa conformazione non si compie, il nostro parlare è vano. Diciamo cose che non esistono. Raccontiamo verità che non sono in noi. Diciamo una realtà che l'altro non vede nella concretezza del nostro corpo.

Tommaso, nostro amato Patrono, ci aiuti a crescere nella verità e nella grazia di Cristo Gesù. Lo esige la nostra missione di testimoni di Gesù Signore.
Ci aiuti, a professare con coraggio la nostra fede, oggi e sempre, perché la nostra anima esclami con lui:
MIO SIGNORE E MIO DIO!
 

 

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