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anno 3° n. 46 del 12 AGOSTO 2012
XIX DOMENICA DEL T.O. (Anno B)
(all'interno: Liturgia del giorno ed ascolto del Vangelo)

Liturgia di oggi

Introduzione

Due tavole sono apparecchiate per noi qui, oggi: la mensa della Parola e quella del pane di vita eterna. In questo banchetto siamo invitati a celebrare il mistero del suo amore. Lui ci chiede di partecipare con la fede, con la preghiera, il canto e il silenzio dell'attenzione del cuore. Viviamo con intensità la nostra Eucaristia.

 .

Prima lettura -·1Re 19,4-8:
Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.
Nel cammino verso il monte di Dio, Elia si sente mancare le forze. Ma Dio non lo abbandona e gli offre il pane del sostegno, per arrivare fino a lui.

Dal Salmo - 33 (34):  Il tuo pane, Signore, sostiene i poveri in cammino.

Nella nostra povertà siamo stati esauditi. Chi si abbandona a Dio riceve da lui pace e gioia.

Seconda lettura - Ef 4,30 - 5,2:
 Camminate nella carità, come Cristo.

Lasciarsi condurre dall'amore significa farsi imitatori di Dio, incarnando nella propria vita gli stessi atteggiamenti di Cristo.


Canto al Vangelo -
 (Gv 6,51):    

Alleluia, alleluia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno”.   Alleluia.

Vangelo - Gv 6,41-51: Io sono il pane vivo disceso dal cielo.

Accogliamo la Parola di vita del Vangelo: è lui, Pane di vita, che si dona a noi, perché non abbiamo più fame e possiamo vivere in lui una vita piena.

<< XIX Domenica del Tempo Ordinario  >>


LITURGIA DEL GIORNO - ASCOLTO DEL VANGELO
(www.lachiesa.it)
 ASCOLTO DEL VANGELO (Youtube)
(www.laporzione.it)
  


Approfondimenti
 
ASSUNZIONE DELLA
BEATA VERGINE MARIA

        
L'Immacolata Vergine,
preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo, perché
fosse più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte'. (Conc. Vat. II, 'Lumen gentium', 59).
L'Assunta è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. La 'dormitio Virginis' e l'assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata e solennemente proclamata con la definizione dommatica di Pio XII nel 1950. (Mess. Rom.)


Maria compare per l'ultima volta negli scritti del Nuovo Testamento nel primo capitolo degli Atti: Ella è in mezzo agli apostoli, in orazione nel cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito Santo. Alla concisione dei testi ispirati, fa riscontro l'abbondanza di notizie sulla Madonna negli scritti apocrifi, soprattutto il Protovangelo di Giacomo e la Narrazione di S. Giovanni il teologo sulla dormizione della santa Madre di Dio. Il termine "dormizione" è il più antico che si riferisca alla conclusione della vita terrena di Maria.

Questa celebrazione venne decretata per l'Oriente nel VII secolo con un decreto dell'imperatore bizantino Maurizio. Nello stesso secolo la festa della Dormizione viene introdotta anche a Roma da un
papa orientale, Sergio I. Ma trascorse un altro secolo prima che il termine "dormizione" cedesse il posto a quello più esplicito di "assunzione".

La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L'unione definitiva, spirituale e corporea, dell'uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.

Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto "Protoevangelo", contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù. Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell'amore per riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria.
Quest'intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l'assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.
 

 

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