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anno 3° n. 49 del 2 SETTEMBRE 2012
XXII DOMENICA DEL T.O. (Anno B)
(all'interno: Liturgia del giorno ed ascolto del Vangelo)

Liturgia di oggi

Introduzione

A volte la fede è ridotta a gesti magici, o alla superstizione.
Anche noi che partecipiamo alla preghiera domenicale rischiamo di essere tentati da questa religiosità. Chiediamoci il significato profondo del nostro rito domenicale, per poter accogliere l'annuncio del Signore con il cuore, e poterlo pregare nella profondità del nostro animo.

 .

Prima lettura -·Dt 4,1-2.6-8 :
Non aggiungete nulla a quanto vi comando.
Mosè invita il popolo ad accogliere e mettere in pratica i comandi del Signore, se vuole essere felice e trovare la pienezza di vita.

Dal Salmo - 14 (15):  I puri di cuore abiteranno nella casa del Signore.

Il Salmo ci invita a riconoscere che chi segue il Signore è gradito a Dio e vivrà per sempre nella sua casa.

Seconda lettura - Gc 1,17-18.21b-22.27:
 Siate di quelli che mettono in pratica la parola.

La Parola di Dio è il grande dono del Padre, ed è la sorgente di una religione vera, piena di carità verso Dio e verso il prossimo.


Canto al Vangelo -
 (Gc 1,18):    

Alleluia, alleluia. “Per sua volontà il Padre ci ha generati 
per mezzo della parola di verità, 
per essere una primizia delle sue creature”.  Alleluia.

Vangelo - Mc 7,1-8.14-15.21-23: Trascurando il comandamento di Dio, osservate la tradizione degli uomini.

Il cuore dell'uomo non è reso puro dai riti esteriori, ma dall'affidarsi a Dio. Solo la conversione del cuore libera l'uomo dal peccato che abita in lui.

<< XXII Domenica del Tempo Ordinario  >>


LITURGIA DEL GIORNO - ASCOLTO DEL VANGELO
(www.lachiesa.it)
ASCOLTO DEL VANGELO (Youtube)
(www.laporzione.it)



Approfondimenti

NATIVITA' DELLA BEATA
VERGINE MARIA

La celebrazione odierna - leggiamo nel brano dei Discorsi di S. Andrea di Creta proclamato nell'odierno Ufficio delle Letture - onora la natività della Madre di Dio. Però il vero significato e il fine di questo evento è, l'incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio. E’ questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la " nascita al cielo ", come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo.

La fonte più antica ritenuta attendibile dalla Chiesa, che illustra la nascita e l’infanzia di Maria, è costituita dal “Protoevangelo” (Vangeli Apocrifi) di Giacomo risalente al II secolo d.C. Nel testo vengono illustrati momenti salienti della sua vita: il matrimonio dei genitori Gioacchino ed Anna della tribù di Giuda della stirpe di Achar, la concezione dopo vent’anni senza prole, la nascita e la presentazione al tempio (il tutto inserito nella cornice delle vicende della città di Gerusalemme).

In realtà, il meraviglioso di questa nascita non è in ciò che narrano
con dovizia di particolari e con ingenuità gli apocrifi, ma piuttosto nel significativo passo innanzi che Dio fa nell'attuazione del suo eterno disegno d'amore.
Per questo la festa odierna è stata celebrata con lodi magnifiche da molti santi Padri, che hanno attinto alla loro conoscenza della Bibbia e alla loro sensibilità e ardore poetico. Leggiamo qualche espressione
del secondo Sermone sulla Natività di Maria di S. Pier Damiani: “Dio onnipotente, prima che l'uomo cadesse, previde la sua caduta e decise, prima dei secoli, l'umana redenzione. Decise dunque di incarnarsi in Maria.
Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla. Casa bella, poiché, se la Sapienza si costruì una casa con sette colonne lavorate, questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo”.

Con il III Concilio di Efeso del 431 che sancì la legittimità del titolo “Madre di Dio” per Maria, si ebbe una fioritura di feste mariane nel calendario liturgico, tra le quali: la Natività, la Presentazione al Tempio, l’Annunciazione e la Dormizione.
La data della festa della Natività di Maria venne fissata in Gerusalemme nella prima metà del secolo V, ai tempi del patriarca Giovenale e dell’imperatrice Eudossia, : l’8 settembre in occasione della dedicazione della Basilica di Santa Maria, edificata sul luogo della casa natale di Maria.
Tale data venne scelta anche in relazione all’antico anno liturgico che iniziava con il mese di settembre: in tal modo veniva data una cornice “mariana” allo stesso. Infatti la Natività di Maria precede ed annuncia le feste del primo polo (Natale ed Epifania) assumendo il valore di inizio dell’anno liturgico. Segue poi il polo cristologico (Pasqua e Pentecoste) accompagnato dall’Assunzione di Maria che diviene conseguenza dell’opera di salvezza e chiusura dell’anno liturgico.

Da Gerusalemme la festa della Natività venne introdotta a Costantinopoli: il primo documento che ne attesta la presenza è un inno del diacono Romano il Melode, composto prima del 548: quale diacono saliva nell’ambone, cantava il proemio e le strofe facendo ripetere il ritornello finale a tutti i presenti: “è la Madre di Dio, nutrice della nostra vita”.
 

 

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