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AVVISO ai PELLEGRINI CHE DESIDERANO VISITARE LA TOMBA DI S.TOMMASO APOSTOLO in ORTONA

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LA NUOVA CAPPELLA DI SAN TOMMASO

58 anni la Cappella di san Tommaso ha aspettato di ritornare ad essere splendente dell’amore dei suoi fedeli che in questi anni hanno sempre sperato e sognato gli antichi splendori. Abbiamo fatto un altro piccolo-grande passo nello zelo per i lavori e il rinnovamento della  casa di Dio

Dopo l’ultima guerra si è fatto un “restauro” soprattutto da parte dei cattolici canadesi che forse inconsapevolmente hanno tradito lo spirito sia liturgico che artistico che la cappella aveva avuto nel passato.

Preziosi marmi asportati, antiche tinteggiature ricoperti da imbiancature, obsoleto impianto elettrico, statue sparite e nicchie murate, manutenzione quasi nulla, soprattutto dal momento che la cassa con le reliquie lascia la cappella per essere collocata nella nuova cripta.

Da anni i fedeli ricordavano solo una rete di protezione nella cupoletta e il nero degli stucchi con l’impossibile marrone scuro del marmo (ormai fradicio di umidità).

Abbiamo avuto forse l’incoscienza iniziale di voler rendere un omaggio al nostro santo patrono, una incoscienza che si è trasformata poi in consapevolezza e impegno serio.

Siamo partiti con i preliminari dei lavori nel dicembre 2014, ma con l’idea del 5 per mille fin dal 2013 aprendo una onlus con i“COMITES SANCTI THOMAE” che voi certamente conoscete come “Amici della Cattedrale”.

E già nella Novena del 2014 si sono cominciati a raccogliere le offerte che i fedeli con tanto amore e buona volontà già cominciavano a donare.

I lavori sono stati incoraggiati caldamente da tutta la Comunità parrocchiale che si è preso il peso di portare avanti l’intero progetto.

A onore della cronaca bisogna  dire che anche l’”OPERA DI S. TOMMASO APOSTOLO” in un suo documento datato 18 settembre 2010 aveva espresso il desiderio di un restauro della Cappella di San Tommaso apostolo con il riconoscimento di associazione onlus per beneficiare dell’attribuzione del 5 per mille con altri impegni inerenti al restauro della Cappella. 

La comunità parrocchiale unitamente al parroco e ai suoi collaboratori, hanno cominciato una campagna per raccogliere le offerte dei singoli fedeli e delle varie attività commerciali e delle aziende del territorio.

Bisogna dire che c’è stato un entusiasmo commovente e quasi una gara per partecipare al restauro.

L’Architetto Nicola Iezzi, ha redatto il progetto per il risanamento, che ha  presentato agli organi competenti della Curia di Lanciano, poi ha seguito passo passo l’iter soprattutto con la Sovrintendenza e i vari uffici, togliendo prezioso tempo al suo normale lavoro. 

In una riunione congiunta alla presenza dell’Arcivescovo, con l’Economo diocesano e l’Ing. Di Monte della Diocesi è stato stilato un programma di massima per l’assegnazione dei lavori che hanno avuto una triplice ripartizione.

La parte muraria e il risanamento in toto dell’umidità e delle malformazioni del tempo sono state affidate alla Ditta Daver. Questo settore è stato assegnato alla Comunità con annessi e connessi.

Il restauro degli stucchi è stato affidato all’artista Valter Pollegioni. Questo settore è stato assegnato in modo particolare all’Opera di san Tommaso apostolo. 

L’impianto elettrico, tutto ex novo e secondo le norme, è stato offerto dalla Ditta “Punto tecnico” dei fratelli Di Guglielmo.

Il Parroco poi ha sottoscritto una convenzione con la società Zecca per usufruire in perpetuo e in maniera gratuita dell’illuminazione della Cappella dedicata al santo Patrono.

Tutti, nessuno escluso, hanno lavorato con grande spirito d’amore, con il cuore e naturalmente con le braccia. Non si sono risparmiate niente, anche la notte,  pur di essere puntuali all’apertura del Perdono.

Vogliamo ringraziare in maniera solenne e ufficiale l’Arcivescovo che ha seguito i lavori, chiedendo e visionando i vari momenti. 

L’arch. Nicola Iezzi, senza di lui forse i tempi del risanamento si sarebbero allungati di molto, la ditta Daver nella persona di Cristian Ceschi e Daniela Di Zio che non si sono fermati mai. L’amico Giuseppe e il suo aiutante Ettore, preziosi elementi instancabili provenienti ogni giorno da Loreto Aprutino che con grande sensibilità hanno dato di più.

L’artista Valter Pollegioni seguito costantemente dal Dott. Fulvio della Loggia che con grande entusiasmo ha saputo spingere i lavori del restauro fino a farle venire le paturnie. 

La ditta “Punto Tecnico” dei fratelli De Guglielmo che con grande spirito devozionale hanno illuminato tutta la cappella distribuendo sapientemente e tecnicamente la luce necessaria per far risaltare le opere d’arte e il lavoro effettuato.

Infine è doveroso anche ringraziare don Domenico, economo diocesano, che è stato sempre presente con l’Ing.  Di Monte Angelo, anche a lui il nostro grazie.

Un ultimo grazie, che per me è più importante, a tutti i fedeli devoti, le ditte, gli artigiani, le associazioni che con il loro contributo hanno reso l’opera realizzabile.

Grazie.

d. Pino, Parroco 

 

BREVE STORIA DELLA CAPPELLA S. TOMMASO APOSTOLO

La seconda guerra mondiale rase al suolo Ortona e sventrò la Cattedrale. Ben poco rimane dell’antica e ricca cappella di San Tommaso in quanto anch’essa è stata quasi completamente distrutta Il busto di S. Tommaso, “murato” nel campanile il 5 novembre 1943, fu “smurato” il 16 luglio del 1944, quando una sommaria ricostruzione delle parti essenziali della basilica era già cominciata nel 1947. Nella primavera del 1948 il Genio Civile di Chieti affidò all’impresa locale Filippo Valentinetti e Antonio Nenna il compito di restaurare tutte le lesene, i capitelli e soprattutto il rifacimento del pavimento della basilica, dove furono recuperate le ossa di Leone Acciaiuoli. Il 3 settembre 1949 fu ripristinato l’altare-tomba di S. Tommaso, compresi i due cancelli con le otto chiavi. Nel 1958, sotto l’altare furono ricollocati la cassetta contenente le ossa dell’Apostolo e il Busto d’argento del Santo, a spese degli ortonesi d’America. Un piccolo ciborio conteneva il braccio di S. Tommaso. 

La pietra di calcedonio sormontava i pannelli : san Tommaso che tocca il costato di Gesù e la galea di Leone Acciaiuoli. Successivamente, l’arcidiacono del Capitolo monsignor Tommaso De Luca staccò la pietra calcedonia dal sarcofago e la fece sistemare nell’anticappella.  L’impresa ortonese Giuseppe Ciampoli e Piccorossi proseguì i lavori. Il marmista Tonino Rapposelli curò il sarcofago e le lapidi, Renato Massari installò i cavi elettrici e le fonti luminose, il pittore Pietro Mancini disegnò i cancelletti. Dal 1965 al 1968 furono realizzate le opere più importanti, come l’altare maggiore e la cripta, l’impianto elettrico della cappella di S. Tommaso, le vetrate istoriate su modelli disegnati su cartone da Tommaso Cascella, il restauro di tele antiche effettuato dal pittore Enrico Caiati di Napoli ed altro. La basilica fu riaperta al culto il 29 giugno 1968. L’altare, ricostruito nel dopoguerra, custodisce il Busto d’argento di San Tommaso, contenente una reliquia dell’Apostolo, realizzato dalla Fonderia Pani di Napoli nel 1800 in sostituzione di quello più antico trafugato dai Francesi nel 1799. Le ante in bronzo (1958) sono dello scultore ortonese Stefano Durante. I dipinti, eseguiti da Tommaso Cascella nel 1968, rappresentano: dietro l’altare L’incredulità di San Tommaso e sulla destra Il martirio dell’Apostolo Tommaso. La finestra, dello stesso autore, rappresenta Leone che consegna le reliquie all’abate Iacovo. Restano comunque le sette formelle del tiburio rappresentanti scene della vita di San Tommaso, in bassorilievo, realizzate nel 1572 e i quattro Evangelisti (altorilievi in stucco) realizzati da Lorenzo Perez nel 1839.

Nell’anticappella sono stati sistemati due pannelli in ceramica rappresentanti, a destra, La partenza delle galee ortonesi da Chios (11-8-1258) e, a sinistra, L’arrivo ad Ortona (6-9-1258) di Tommaso Cascella. La cappella di S. Tommaso fu completata nel 1968.  Gli affreschi della volta rappresentano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento sono del  pittore triestino Luciano Bartoli che li dipinse negli anni Settanta. Più sotto sono rappresentate le quattro virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza realizzate nel 1968 da Tommaso Cascella. Sua è anche la vetrata che rappresenta Gesù che annuncia a S. Brigida che le ossa di San Tommaso sono in Ortona.

Nell’anticappella, sulla parete di sinistra, è esposto un dipinto di Pasquale Bellonio rappresentante la Crocifissione (1762).

La cappella di S. Tommaso, corrosa dalle muffe e dall’umidità, oggi è stata riportata all’antico splendore, con un progetto dell’architetto Nicola Iezzi, dalla ditta Daver Di Zio, a cui sono stati affidati i lavori murari, dall’artista ortonese Valter Polleggioni  e dalla sapiente illuminazione della ditta “Punto Tecnico” dei fratelli De Guglielmo. 

Le offerte provengono da diverse associazioni e da singoli privati.  

EMILIA POLIDORO

 

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