da Il Mosaico 13 Mar. 2011

Il cammino del Cristiano è invece indicato ed esemplificato da Gesù che, nel momento della prova, si affida all’amore del Padre, fiducioso che egli non abbandona mai i suoi figli.

Prima lettura Gn 2, 7–9; 3, 1–7: Lacreazione dei progenitori e il loro peccato

Il male e la morte penetrano nel mondo a causa della mancanza di fiducia dell’uomo in Dio. C’è dunque una caduta dell’uomo nel peccato, cioè una rottura del suo rapporto armonico con Dio, con se stesso e con il mondo. Sarà questa stessa caduta che Gesù eviterà, mantenendo la fiducia nel Padre, quando sarà messo alla prova nel deserto.

Dal Salmo 50Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Il salmista comincia con un riconoscimento del proprio peccato per poi continuare con una richiesta di purificazione. È una proposta a Dio di ricominciare insieme.

Seconda lettura Rm 5, 12–19:Dove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.

Paolo sottolinea ancora una volta la centralità del Figlio nella vita del cristiano. L’apostolo mette il racconto di Genesi in relazione diretta con la morte e resurrezione di Cristo. Adamo, con la sua debolezza, è fonte di dannazione per tutti noi; Gesù, invece, è per tutti noi fonte di salvezza.


Riflessione sul vangelo

È Gesù l’uomo nuovo che vince il male affidandosi alla parola di Dio. Egli, a differenza di Adamo ed Eva, sceglie di rimanere fedele al Padre. Nel deserto viene sottoposto a tre tentazioni che rivelano la fragilità dell’essere umano. Cristo, però, non si vergogna della propria condizione di uomo, bisognoso di cibo, attenzioni e soddisfazioni. Egli pone tutto ciò di fronte a Dio, fidandosi saldamente della sua misericordia.